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PHAROS
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in Pietracuta


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Introduzione

Pharos


Il comitato organizzativo promotore del progetto Pharos è composto dalle associazioni culturali Pharos e Rrose Sélavy.

Pharos
Ph=Philosophia, ar=Arte, o=Olos, s=Scienza

L'Enciclopedia della scienza recita: "Il nome 'faro' deriva da quello dell'isola Pharos, presso Alessandria d'Egitto dove nel 280 a.C. l'architetto Sostrado di Cnido fece costruire una torre a terrazze alta 120 metri (che costituiva una delle sette meraviglie del mondo) sulla cui sommità ogni notte veniva mantenuto acceso un fuoco di legna resinosa e di sostanze oleose la cui luce veniva proiettata a distanza da specchi metallici".
Marcel Duchamp in un intervento a Hofstra (Germania) nel 1960 disse:
"Credo che oggi più che mai l'Artista abbia questa missione parareligiosa da compiere: mantenere accesa la fiamma di una visione interiore di cui l'opera d'arte sembra essere, per il profano, la traduzione più fedele".
Il faro e la sua luce appaiono in lontananza come una splendida metafora di ciò che si intende costruire. Un punto fermo ben visibile, una guida, un orientamento, un centro di irradiazione e di riferimento.
Dal febbraio 2000 Pharos è anche il nome dell'associazione culturale senza scopo di lucro (costituita con atto notarile) che gestirà questo progetto. L'associazione si compone di due organi: il consiglio direttivo e il comitato scientifico. Quest'ultimo è formato da un nucleo interdisciplinare di studiosi e ricercatori internazionali sotto la responsabilità di Roberto Barbanti e Luciano Boi.

Rrose Sélavy
Con la qualifica professionale di "operatori della comunicazione artistica e culturale", conseguito presso il centro di formazione professionale "Albe Steiner" di Ravenna (1993), Simona Capra, Angela Gorini, Simonetta Piscaglia, Sabrina Raggini si costituiscono in associazione culturale nel 1996. Da quell'anno sul territorio nazionale progettano, organizzano e promuovono eventi artistici con particolare riguardo all'arte contemporanea curando il dialogo, il confronto e l'incontro tra studiosi, artisti, operatori e pubblico interessato.
Tra le attività da segnalare due edizioni della manifestazione Altra Musica Altri Canti - Ricerca e Sperimentazione nella Poetica di Fine Millennio (Bertinoro 1995, Longiano 1996) e tra i riconoscimenti il premio assegnato dall'Assessorato alla Cultura della Regione Emilia Romagna Art. 8 LR37/1994 sul progetto Altra Musica Altri Canti.
Dal 1997 lavorano alla definizione del progetto per la fondazione del centro di studi e di ricerche sulla filosofia, l'arte e la scienza in collaborazione con il comitato scientifico europeo.

Il luogo: San Leo, storia e suggestioni
Pharos, centro di studi e di ricerche avrà sede nel territorio di San Leo, in Provincia di Pesaro e Urbino, nella Regione Marche.
San Leo è l'antico Mons Feretrius, successivamente consacrato a Leone, cristiano dalmata e compagno di Marino (che lega il suo nome al vicino monte tricuspidale) che vi avrebbe edificato un luogo di culto nel VI secolo.
Oggi San Leo è un centro turistico di tutto rispetto, poco guastato dal falso antico in un'area che presenta peculiarità ambientali di fortissima suggestione. Sulla rupe in cui sorge San Leo è innestata da tempo memorabile la Rocca, una delle più celebri testimonianze di arte militare, opera di Francesco di Giorgio Martini per ordine di Federico III nel 1475. Il crescere di importanza del fortilizio fa aumentare la vita attorno a esso e tra il IX e il XII secolo, la Communitas Sancti Leonis inizia l'edificazione del pianoro sottostante, dove vengono costruite la Pieve, quasi certamente la più antica chiesa del Montefeltro (IX secolo) e la Torre di vedetta, costruita in blocchi di arenaria; strutture che definiscono i primi elementi di quella che nel XII secolo sarà l'area di insediamento urbano.
La città nasce da lì: essa, nella seconda metà del Trecento, risulta perfettamente caratterizzata sia nella struttura che nei servizi. Tra il XII e il XIII viene edificato anche il Duomo, di stile romanico-lombardo con pietra arenaria ben lavorata e con materiali di recupero da edifici più antichi, ora scomparsi. Intorno alla piazza iscrizioni marmoree e stemmi gentilizi fregiano i palazzi cinque-seicenteschi: Palazzo Medici (1521); Palazzo Della Rovere (inizio sec. XVII), diventato residenza municipale; Palazzo Nardini, già appartenente ai conti Severino, dove sembra abbia avuto luogo la donazione della Verna a San Francesco da parte del conte Orlando Cattani.
S. Francesco, figura di rilievo a San Leo e nei luoghi circostanti, diventerà parte integrante dello stemma cittadino.
In un intrecciarsi di storia e leggenda, di sacro e profano, di altura sacra agli dei e antica signoria dei conti di Montefeltro, San Leo appare come una finestra di boschi, picchi rocciosi, calanchi, rocche, conventi, borgate e case rurali, custodi della vallata del fiume Marecchia che allungano lo sguardo dal monte Fumaiolo al mar Adriatico.

Il progetto: i presupposti, gli intenti
Ricercando, in Italia, tra i patrimoni conventuali, un sito atto ad accogliere l'idea di centro studi, l'Associazione culturale Pharos è giunta nella valle del Montefeltro, un territorio che tocca i confini delle regioni Marche, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e della Repubblica di San Marino offrendo luoghi tra i più affascinanti dell'Italia centrale.
Il convento di San Domenico in Pietracuta abbandonato dal 1812, diverrà la sede di Pharos, centro di studi e di ricerche. Il piccolo convento francescano di Sant'Igne ospiterà le iniziative fino all'avvenuto restauro del monumentale complesso del San Domenico.
Il passaggio in questa terra di San Francesco, l'antico insediamento di una comunità domenicana e la forte attenzione e sensibilità all'arte e alla cultura offrono la possibilità di concretizzare le linee teoriche di un progetto che, nel tempo, potrà divenire chiave di lettura del territorio nel suo complesso.
Un importante obiettivo che il centro Pharos si pone è quello di valorizzare gli aspetti storici, artistici e ambientali dell'intero Montefeltro, attraverso gli strumenti a disposizione quali l'interazione e la globalizzazione del sapere.
La posta in gioco è quella di aprire le frontiere dell'Europa, non solo in termini di confini territoriali, ma in direzione di un sapere globale, libero da accademismi e fruibile in ogni aspetto.
L'incantevole visione che si può ammirare da questi luoghi è arricchita da un'atmosfera mistica e soave. Un misticismo che proviene anche dal significativo passaggio di San Francesco: il santo scelse questi luoghi come spazi di meditazione e preghiera per sé e i confratelli.
Nel conferire al progetto l'impronta di una rinnovata spiritualità, l'obiettivo è quello di riportare le dimore conventuali marchigiane alla loro originaria funzione e bellezza, immerse nel silenzio, dedite all'intimità e alla concentrazione.
Il centro Pharos si riconosce nella tensione francescana ricercando forme di semplicità, immediatezza e di modalità etica ed estetica. Contemporaneamente, l'idea è quella di restituire, con spirito domenicano, valore allo studio e alla ricerca, sia attraverso la riflessione solitaria che attraverso l'apertura al dialogo, all'incontro e al confronto.
L'utilizzo di questi spazi avverrà nel pieno rispetto delle disposizioni che fanno capo alla Diocesi di San Marino-Montefeltro con la quale l'Associazione culturale Pharos ha instaurato un proficuo rapporto di collaborazione e di scambio.
Le principali attività del centro saranno quelle di produrre, promuovere, organizzare e diffondere convegni di studi e di ricerca, incontri a carattere nazionale ed internazionale, soggiorni di ricerca e di creazione, borse di studio residenziali, attività editoriali, corsi e seminari di formazione e di perfezionamento, attività culturali e artistiche. Il centro è aperto alla collaborazione e all'ospitalità di iniziative di Università, Associazioni, Fondazioni, Accademie, Enti pubblici e privati, ricercatori, artisti di altri paesi su progetti di ricerca affini, o che possano contribuire ad accrescere la valorizzazione del Montefeltro.