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Presentazione ![]() La genesi delle forme nelle scienze e nelle arti Misteri, poteri e passioni delle forme nella scienza, nella natura, nel pensiero e nell'arte convegno internazionale di studi "As a herald it's my duty to explain those forms of beauty." (Goethe, Faust) "Les parties de toute formation naturelle ou de tout organisme vivant sont unies par un autre lien que la cohésion et la solidité de la matière." (Paul Valéry, L'homme et la coquille) "Un des problèmes centraux posés à l'esprit humain est le problème de la succession des formes." (René Thom, Stabilité structurelle et morphogenèse) "La forme ne doit jamais nulle part être considérée comme un achèvement, un résultat, une fin, mais comme une genèse, un devenir, un être." (Paul Klee, Histoire Naturelle Infinie) L'intento di questo convegno è di proporre una riflessione sull'importanza che il rinnovamento e la riattualizzazione di un pensiero delle forme potrebbe avere per l'elaborazione di nuove idee e metodi indispensabili alla comprensione di alcune poste in gioco fondamentali alle quali si trovano oggi più che mai confrontate sia le scienze della natura e della vita che le arti visive e sonore. Il suo scopo è di suggerire delle concettualizzazioni teoriche e degli approcci concreti diversi al quesito della genesi e dello sviluppo delle forme, così come dei loro rapporti rispetto alla concezione attuale dell'essere umano, della natura, della vita e della creazione artistica. Il livello morfologico (luogo privilegiato dell'emergenza delle forme) rappresenta un livello di organizzazione strutturale che permette la costituzione della realtà fisica, della materia vivente e del mondo fenomenale. Allo stesso tempo, è sorgente di sistemi significanti come le rappresentazioni percettive, il pensiero artistico e simbolico e il linguaggio. Ricerche recenti nei differenti campi del sapere mostrano che certi processi d'auto-organizzazione giocano un ruolo importante nella costituzione dei diversi tipi di fenomeni a livello sia macroscopico che nanoscopico e microscopico, e che essi sono inoltre responsabili dell'emergenza di forme nuove nel mondo naturale e nel regno del vivente. Queste stesse ricerche hanno ugualmente permesso di mettere in luce l'esistenza di certi principi fondamentali (di natura geometrica, topologica o fisica) che permettono di comprendere meglio i processi soggiacenti al cambiamento e all'evoluzione dei fenomeni. Certe simmetrie più ricche delle simmetrie "classiche" conosciute fino ad oggi e le simmetrie "infrante" sono tra questi principi. In molteplici domini della natura e del vivente è apparso via via più chiaro che questi principi governano le trasformazioni endogene e le interazioni tra gli "agenti interni" e i "milieux esterni", e che essi contribuiscono in maniera importante all'organizzazione strutturale e alla conformazione funzionale delle componenti, che non possono manifestarsi esse stesse che nella misura in cui si mantiene l'integrità della struttura globale tutta intera. Si raggiunge qui una nozione nuova la cui portata e significato sono grandi : la struttura dipende per una larga parte dai fenomeni dinamici che essa organizza e che ne diventano una parte integrante. Un fatto importante è che i processi di organizzazione e di auto-organizzazione delle forme si inscrivono in una dimensione temporale, e dunque storica, essenziale. Questo ha luogo grazie a traiettorie temporali che evolvono in uno spazio caratterizzato da certe variabili di stato e dei parametri d'ordine. Si tratta dello spazio delle fasi o delle configurazioni possibili che può prendere un sistema. Questa azione del tempo sui fenomeni genera una situazione dinamica, e orientandone, assieme alle proprietà dello spazio nel quale sono "immersi", l'evoluzione, creerà in qualche modo la loro propria storia. Questa storia, sebbene si iscriva in contesti singolari e specifici, ne rivelerà nondimeno una portata e una validità universale. Una delle conseguenze più significative di questa evoluzione è una concezione della Natura che non separa completamente il mondo umano dall'ambiente vivente e questo dalla natura cosiddetta inerte. Questa evoluzione comporta la presa in conto contemporaneamente delle trasformazioni spaziali, della dimensione temporale e delle non-linearità, fonti di una infinità di forme e di comportamenti. Si vede con ciò che la diversità può essere il riflesso di un ordine soggiacente insospettabile a prima vista e che la grande varietà dei fenomeni e delle forme apparenti che si incontrano nella natura e nel mondo sensibile può essere la manifestazione delle modalità secondo le quali i fenomeni sono soggetti a una trasmutazione e differenziazione incessante sotto l'azione di qualche grande principio spazio-temporale. Questa situazione apre delle prospettive del tutto nuove su numerosi problemi, tra cui il più fondamentale è forse quello dell'origine e della natura delle forme, che da diversi secoli costituisce una specie di sfida per la spiegazione scientifica, filosofica ed estetica. Un insieme di idee inedite ne sono emerse, riguardanti in particolare il nostro modo di capire i rapporti tra la biosfera e il mondo vivente, il ruolo delle simmetrie e delle simmetrie infrante, nonchè l'azione dinamica del tempo sulla trasformazione dei sistemi naturali e biologici, sulla formazione degli eventi storici-culturali e sui cambiamenti antropologici. Queste idee contribuiscono fin d'ora a rimettere in discussione certe barriere che tradizionalmente separano le scienze matematiche dalle scienze naturali, e quest'ultime dalle scienze umane. In questo modo, delle connessioni inaspettate sino ad oggi vengono in luce, in particolare tra gli oggetti matematici, i processi naturali e la creazione artistica. Con questo convegno ci si propone d'approfondire certi temi che ci sembrano essere centrali nella problematica delle forme, sia rispetto alla loro genesi e costituzione, sia rispetto alla loro evoluzione e crescita, sia inoltre rispetto ai rischi che incombono sulla possibilità stessa della loro esistenza. Riassumiamo i principali obiettivi che il convegno si prefigge. (i) Sviluppare una visione intrinseca delle cose e degli eventi, che attribuisca un'importanza molto più grande ai loro aspetti ad un tempo qualitativi, contestuali e singolari. Ci sembra a questo proposito di un'estrema importanza il fatto che si pervenga a capire meglio la genesi geometrica delle forme naturali e i processi topologici sottostanti alla percezione delle forme e delle qualità sensibili. Diversi concetti geometrici e topologici fondamentali sono infatti all'opera in numerose situazioni in cui c'è genesi e apparizione di nuove forme, in particolare nell'embriogenesi, nell'evoluzione molecolare e cellulare, nelle transizioni di fasi nella matiera organica e inorganica, nella crescita delle piante e di altri organismi del regno vegetale, nel riconoscimento e interpretazione delle forme percettive e sensibili, e in molte altre situazioni. In tutti questi fenomeni, si è in presenza di qualche cosa di assolutamente straordinario e spesso d'inatteso, vale a dire della generazione di nuove forme spaziali (superfici, varietà, nodi, e altre forme perfino più complesse) che possiedono strutture differenti e più ricche a partire da un supporto spaziale sul quale si fanno agire un certo tipo di parametri dinamici. (ii) Studiare quei fenomeni che si collocano all'interfaccia di certi processi endogeni e d'altri esogeni, di fattori e agenti interni specifici per esempio agli organismi e fattori e agenti esterni inerenti all'ambiente. Si capisce sempre di più che l'interfaccia stessa costituisce un luogo profondamente dinamico da cui può scaturire l'emergenza e lo sviluppo di nuove forme. Per esempio le membrane biologiche sono la sede di processi morfologici e dinamici essenziali alla crescita di tutti gli organismi viventi. (iii) Mettere in luce il fatto che i processi d'evoluzione e di trasformazione degli oggetti e degli organismi possiedono un significato estetico fondamentale, il quale risulta profondamente legato alla question del senso. È chiaro, per esempio, che esistono dei rapporti stretti tra la percezione delle forme (che siamo visive, sonore o altre) e le qualità sensibili degli stessi oggetti e organismi, o tra il riconoscimento e la cononoscenza delle forme che "abitano" il nostro spazio e l'evoluzione e la sopravvivenza della nostra specie, così come di altre specie animali e vegetali. (iv) Approfondire lo studio della dimensione dinamica della storia nei processi d'evoluzione e di trasformazione dei fenomeni e dei sistemi fisici e biologici, e altresì delle formazioni culturali e simboliche. Appare sempre più chiaro che un'altra storia, sotto forma di traiettorie e figure temporali non lineari e multidimensionali, dell'entropia e di una certa irreversibilità, nonchè della memoria e della sedimentazione del paesaggio geofisico così come dei referenti semantici, ha un ruolo importante nel modellaggio della realtà, nella sua diversificazione morfologica e fenomenologica e nel suo polimorfismo semantico. La comprensione delle forme, della loro evoluzione e trasformazione non può in alcun caso ridursi a una descrizione puramente meccanica delle sue basi fisiche e chimiche, oppure anche analitica e algoritimica. Ciò vale sia per le forme naturali e biologiche, che per le forme estetiche e simboliche. Con l'applicazione di un tale metodo si distrugge la forma, o meglio, se ne distrugge la sua struttura interna, vale a dire la sua "anima", il suo "essere" e le sue possibilità in potenza di svilupparsi e schiudersi compiutamente. La natura e la vita sono formazione di forme, e non appena si pretende di conoscere queste forme analizzandone e determinandone le sue componenti separatamente della morfogenesi e dalle loro interazioni con l'ambiente vitale, si finisce in realtà per trattare delle materie informi, poichè le forme viventi sono "totalità" il cui senso risiede nella loro tendenza a realizzarsi come tali nel corso della loro evoluzione. Questa è la ragione per la quale esse possono essere colte unicamente tramite una visione, e mai tramite una divisione. Il problema della forma e le sue poste in gioco attuali urgono che tutti, ricercatori, filosofi e artisti, facciano uno sforzo per porre le basi di una nuova concezione della realtà, nella quale i concetti dell'auto-organizzazione e della morfogenesi devono rimpiazzare la credenza nella riduzione e nell'applicazione. Così come è impossibile ridurre la spiegazione del mondo fisico nella sua totalità e complessità macroscopica, nanoscopica e microscopica a poche leggi atomiche e subatomiche semplici e fondamentali, o supposte tali, è altrettanto illusorio voler riportare tutto ciò che riguarda l'organismo vivente a leggi chimiche, dal rafreddore alle malattie mentali fino al linguaggio e al piacere estetico per la musica e la pittura. Esistono sicuramente più livelli di organizzazione tra la percezione estetica o la rappresentazione simbolica e il genoma, di quanti ce ne siano tra il genoma e l'elettrodinamica quantica, e ognuno di questi livelli esige, per la sua comprensione, che si inventino dei concetti del tutto nuovi. È chiaro, per esempio, che qualsiasi spiegazione autentica nel campo della biologia deve, a partire dalle basi molecolari più fini, poter risalire verso la morfologia complessa tridimensionale, cioè verso l'organismo completo, compiuto o in corso di costruzione. È solo alla condizione che la morfogenesi e la morfologia ritrovino il loro giusto ruolo nelle ricerche in ambito scientifico, filosofico ed artistico, e altresì nei nostri giudizi e comportamenti etici e culturali, che si può sperare di pervenire a un riavvicinamento di fondo teorico e pratico tra la natura, il vivente e la creazione artistica. L'essenza, il fine e la dignità di ogni cosa risiede nella forma. La forma è perciò l'essere in divenire di ogni fenomeno. In questo senso, essa unisce il presente al passato, ma allo stesso tempo, il presente rappresenta qualcos'altro che lascia intravedere un futuro dagli esiti insospettati. Ogni forma è la traccia o la testimonianza vivente delle moltemplici direzioni che ha seguito l'evoluzione sul nostro pianeta, nonchè delle trasformazioni della materia, degli organismi e delle culture trasmesse di generazione in generazione dai sistemi fisici, biologici e simbolici. Ed è per questa ragione che oggi la riabilitazione di un pensiero razionale e sensibile delle forme corrisponde alla necessità ancora più che al bisogno di una nouva intelligibilità al contempo scientifica, filosofica ed estetica della natura e degli esseri viventi. Si tratta anche di una lotta d'idee per salvare il nostro pianeta, proteggere la biosfera, preservare la diversità e la ricchezza delle specie naturali animali e vegetali, delle culture e delle lingue attraverso il mondo intero. Si tratta, per dirla in breve, di una lotta non tanto per qualsiasi sviluppo o progresso, d'altronde largamente responsabili della sparizione e della distruzione di un gran numero di forme naturali, di vita e di espressione, quanto piuttosto per la valorizzazione e il rispetto di tutte le risorse naturali, vitali e umane che offre ancora il nostro pianeta e la biosfera, per lo sviluppo di un nuovo umanesimo che miri, nella teoria così come nella pratica, a riconciliare e ad armonizzare su nuove basi la scienza (in quanto creazione di concetti e non applicazione di tecnologie) con la riflessione filosofica (come forma di conoscenza) e la facoltà e sensibilità estetiche. Solo una lotta per le forme, cioè per la vita, per la bellezza, una nuova ragione e sensibilità teorico-pratiche, può quindi oggi permettere di arrestare le catastrofi, le innondazioni e gli incendi, e altri disastri che minacciano la natura, la cultura e la communità umana, ed è la maturazione di questa nuova visione delle forme che ci si rivela sempre di più come la condizione necessaria di un'esistenza degna, della felicità dello spirito e del "nutrimento" stesso del corpo. |

