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Il Convento di Sant'Igne in San Leo Da San Francesco alla "bellezza"

In attesa della definitiva ristrutturazione del convento di San Domenico
in Pietracuta, il convento francescano di Sant'Igne ospiterà
le iniziative del centro previste per i prossimi anni.
Secondo la tradizione, il convento romanico di Sant'Igne, risalente
al XIII secolo, fu fondato da San Francesco d'Assisi (1182-1226). Egli
trovandosi a passare la primavera del 1213 nei pressi di San Leo, accompagnato
da frate Leone, fu attirato dall'accorrere della gente richiamata da
una grande festa.
Si svolgevano allora nella cittadina i festeggiamenti voluti dai conti
Buonconte e Taddeo da Montefeltro per l'investitura a cavaliere di Montefeltrano
II, figlio di Buonconte. I due serafici raggiunsero San Leo solo la
sera del 7 maggio e trovando le porte del ponte levatoio chiuse, e nessun
luogo di riparo, si diressero nel bosco sottostante la rupe, guidati
dal chiarore "miracoloso" di un fuoco, in latino ignis, da cui deriverebbe
il termine di Sant'Igne (Santo Fuoco).
Lì trovarono riparo nell'umile capanna di un boscaiolo, trascorrendovi
la notte. Più tardi in quel luogo sarà edificato il convento.
L'indomani durante i festeggiamenti, nella piazza di San Leo, all'ombra
di un olmo che per questo divenne famoso, San Francesco "…improvvisò
tale mirabile orazione che riempì tutti di meraviglia, prendendo
a tema del suo dire e piegando a significati spirituali i primi due
versi di una canzone d'amore, assai popolare in quei giorni - Tanto
è il bene ch'io m'aspetto, ch'ogni pena m'è diletto" (Gino
Franceschini, 1973).
Il convento di Sant'Igne è costruito in stile romanico-gotico
con conci di arenaria, materiale tipico della zona. Si compone di una
chiesa duecentesca a croce latina, dedicata alla Beata Vergine Immacolata
e di un chiostro coevo alla chiesa, di rara e semplice eleganza. Nel
1735 alla chiesa furono apportate delle modifiche che coprirono le antiche
strutture. Coi recenti restauri il complesso ha acquistato quasi del
tutto l'aspetto primitivo.
L'interno è ad unica navata, con presbiterio non sopraelevato
a differenza della Pieve e del Duomo di San Leo le cui soluzioni architettoniche
sottolineavano le divisioni delle classi tra ricchi e poveri.
L'arredo interno presenta un affresco, scoperto nel 1909, rappresentante
"una Madonna con Bambino e ai lati S. Giuseppe e S. Antonio". Vi si
conserva inoltre parte del tronco di quell'olmo sotto il quale Francesco
predicò a San Leo, crollato il 21 dicembre 1662. L'Ordine francescano
dei Frati Conventuali occupò le piccole e povere celle fino al
giorno in cui il convento fu soppresso da Napoleone nel 1810, dopodiché
fu tenuto dalla Parrocchia di San Leo.
San Francesco predicò ovunque la povertà, l'uguaglianza
e la fratellanza applicando la sua regola in ogni aspetto della vita,
con una fedele interpretazione delle Sacre Scritture.
"Soltanto con lui e con S. Domenico, entrerà in uso il vocabolo
di 'frate', cioè di fratello, e non più di monaco, cioè
di 'unico', e le chiese conventuali e domenicane, non avranno che la
leggera divisione del coro".
(P. Bargellini).
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