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PHAROS
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in Pietracuta


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Pharos, centro di studi e di ricerche sulla filosofia, l'arte e la scienza

Il centro internazionale di studi e di ricerche sulla filosofia, l'arte e la scienza Pharos, fondato nel 2000 presso il convento di San Domenico in Pietracuta (San Leo, Pesaro-Urbino), vuole essere un luogo di irradiamento intellettuale e spirituale, un luogo di studio e di riflessione personale e collettiva nei campi più che mai aperti e fondamentali delle scienze matematiche e naturali, della filosofia e dell'estetica. Un luogo dove sia possibile per un naturalista, un matematico, un filosofo e un artista incontrarsi, dialogare ed eventualmente collaborare ad uno o più comuni temi di ricerca. Ci auguriamo che ciò accada non tanto secondo un vago quanto sterile eclettismo interdisciplinare, ma piuttosto nel rispetto e nella curiosità del lavoro di ciascuno.
Un'atmosfera monacale favorirà il lavoro dei ricercatori del centro. Una certa quiete e tranquillità regneranno al fine di permettere dei lunghi e intensi periodi di meditazione e riflessione.
L'atto stesso di nascita del centro è una sfida intellettuale alla concezione pragmatista e mercantilista della scienza e della cultura. Contrariamente a queste forme di riduzionismo e di "insignificanza", l'obiettivo è di dimostrare e sviluppare l'idea che la conoscenza è fine a se stessa e che la sua validità, profondità e verità non dipendono dalle sue ricadute applicative o dal suo "successo" mediatico e tecnologico, ma dal fatto di essere una fonte costante e perenne di scoperta, di comprensione della realtà, di piacere e di libertà.
Il centro Pharos si propone di suscitare e sviluppare delle ricerche libere e inventive sui fenomeni e sui problemi che si situano e agiscono alla frontiera e negli spazi di giunzione tra i mondi naturali, culturali e umani, senza peraltro rinunziare a mettere in luce al contempo le continuità e le discontinuità che legano e differenziano questi stessi mondi, nonché i tratti comuni e singolari che li caratterizzano.
La ricerca del senso, nelle sue svariate dimensioni e nei suoi molteplici orizzonti, nei campi fondamentali del sapere teorico e sperimentale animerà incessantemente le attività del centro. Queste attività si ispireranno ad una visione profondamente unitaria che connette in un nesso inscindibile le culture scientifiche e le culture umanistiche, la teoria e l'esperienza, i fatti e i valori, il corpo e lo spirito, l'intuizione e l'intelletto, la passione e la ragione, il vero e il bello, etc.
Una nuova sensibilità fondata sulle capacità di ascoltare, comprendere e agire dovrà farsi strada. Una rinnovata critica epistemologica dell'"ideologia dello sviluppo" deve essere intrapresa facendo tesoro di antiche e nuove conoscenze, di risultati e concetti teorici e sperimentali, di profonde intuizioni metafisiche.
Nell'era dell'informazione totale e delle biotecnologie, la critica dell'ideale e del mito del progresso sembrerà ai più un'eresia insensata e ingiustificata. E tuttavia una tale eresia è pienamente giustificata e il suo senso appare ormai ineluttabile, per il fatto ch'essi hanno finito con lo scavare un fossato sempre più profondo tra "esistenza" ed "essere", "immanenza" e "trascendenza", "finito" e "infinito", "scienza" e "conoscenza", "mondo umano" e "mondo naturale", "mente" e "spirito". Per di più, i linguaggi si sono fatti sempre più opachi e le idee veicolate prive di senso. La prospettiva che ci si propone di sviluppare ha come punto cardine il superamento di queste scissioni sterili e funeste, per riaprire un orizzonte nuovo di ricerca al contempo fenomenologica e ontologica sui diversi contenuti e significati degli esseri e degli oggetti e delle loro relazioni.
Gli obiettivi principali a cui si mira, che in fondo si risolvono in uno, così come accade per il nodo di borromeo formato da tre anelli inseparabili, è nientemeno che il seguente: fondare su nuove basi un'antropologia della natura (unita a un'ecologia della mente), una poiesi dell'universo, una geometria dinamica delle forme viventi. A tale scopo, una condizione sine qua non è che cambi radicalmente la nostra percezione del mondo e degli esseri, dai più infimi ai più evoluti, che lo abitano; lo spazio e il tempo non bastano più per conoscere il mondo in cui siamo biologicamente, fisicamente e storicamente immersi, i diversi livelli in cui esso si organizza e si manifesta, e il senso appare sempre di più come una dimensione necessaria per completare e arricchire le altre due di nuovi contenuti e significati.
La scienza non può svilupparsi a scapito della vita, della spiritualità e della felicità, contrariamente alle modalità estetiche del sentire e dell'agire, e all'opposto delle scelte etiche, sotto pena di un atteggiamento incurante dei rischi che incombono sulla terra e la biosfera e rapace verso la vita. Urge una ricomposizione di queste tre sfere fondamentali del sapere e dell'essere, in accordo con una nuova visione teorica ed epistemologica della natura e della cultura, e dei loro rapporti reciproci. A causa di una visione esclusivamente scientista della natura (in cui tra l'altro la scienza stessa in quanto forma di conoscenza è stata in parte sommessa ai disegni e agli interessi della tecnocrazia), incombe ormai sull'umanità il rischio di una distruzione dell'autentico regno della natura, in quanto spazio vitale del genere umano e soggetta al suo intervento. Ora una concezione che si rispecchia nella distruzione di ciò che per altro cerca di conoscere non può essere vera conoscenza. Ecco perché oggi siamo di fronte all'imperativo tanto scientifico e filosofico quanto etico ed estetico di rimettere in causa la presunta "verità" della concezione tecno-scientifica attuale della natura, per edificare una Weltanschauung che coglie in un solo atto del pensiero la "potenza", il "movimento" e l'"atto" degli esseri, e che esplora il nesso armonico tra la loro dimensione locale, totale e singolare (universale).
Il primo convegno organizzato dal centro Pharos sul tema "Quale bellezza nella filosofia, nell'arte e nella scienza?" è devoto a riscoprire e a mettere in luce le modalità secondo le quali il concetto di bellezza è profondamente insito, come mostrano le più recenti ricerche in diversi campi della scoperta scientifica e della creazione artistica, nei processi di costituzione degli oggetti e dei fenomeni naturali, nonché nelle percezioni e rappresentazioni simboliche che se ne hanno, e inoltre, che esso è inseparabile dalla ricerca del "vero".
Il convegno si propone di riscoprire il legame profondo tra la dinamica interna e la bellezza intrinseca delle forme naturali, da una parte, e la sensibilità filosofica ed estetica dall'altra. La conoscenza di questo rapporto potrà aiutare a cogliere le trasformazioni e le conversioni possibili degli oggetti e degli organismi così come le nuove forme che possono scaturirne.
Riflettere oggi sulla bellezza può contribuire a ridestare lo stupore e la meraviglia in gran parte trascurate dalla cultura attuale, ma che pertanto alimentano la nostra attività conscia e inconscia, e ad accrescere l'incanto e il fascino per il mistero che ancora noi siamo e per quelli che racchiude il mondo in cui viviamo. Non c'è più nessuna contraddizione oggi a ri-conciliare romanticismo e razionalismo, anzi, tale opera è nel contempo necessaria e desiderabile, e se anche contraddizione ci fosse, vorrebbe dire che essa potrà risultare feconda per il pensiero e per la vita, e che una nuova logica si dischiude davanti a noi per capire gli eventi presenti e far germogliare un futuro diverso.

 

Comitato scientifico attuale
Roberto Barbanti (Université Paul Valéry Montpellier III)
Luciano Boi (école des Hautes études en Sciences Sociales, Paris)
Enrico Castelli Gattinara (Direttore della rivista Aperture, Roma)
Luca Cesari (Accademia delle Belle Arti, Urbino)
Claire Fagnart (Université Paris VIII)
Maurizio Gribaudi (école des Hautes études en Sciences Sociales, Paris)
Silvia Mancini (Université Victor Segalen Bordeaux II)
Frédéric Nef (Université de Rennes I, France)
Makis Solomos (Université Paul Valéry Montpellier III; Université Paris VIII)
Elodie Vitale (Université Paris VIII)

presidente: Roberto Barbanti - barbanti@club-internet.fr

vicepresidente: Luciano Boi - luciano.boi@ehess.fr

Comitato organizzativo
Simona Capra
Angela Gorini
Simonetta Piscaglia
Sabrina Raggini

sede legale
61010 Pietracuta (PU) - via Monte Pietracuta, 8

sede operativa
Associazione culturale Pharos - Associazione culturale Rrose Sélavy
47822 Santarcangelo di Romagna (RN) - via Pedretti, 1 - tel/fax (+39) 0541623939 www.centrostudiricerche.org - pharos@centrostudiricerche.org